FUSIONE FREDDA
- COLD FUSION
Analisi
seria e oggettiva
delle informazioni disponibili in rete per capire la verità: BUFALA o
INSABBIAMENTO?
[Domande] - [I fatti] - [I misfatti] - [La fisica] - [Bibliografia]
Vediamoci chiaro...
Una volta per tutte!
Finanziare un po' di
ricerca in questo campo, costerebbe talmente poco da essere comunque
interessante, anche ipotizzando (cosa che non è) scarse probabilità di successo:
Basso Costo
Pochi grammi di metallo pregiato come il Palladio producono alcuni
Watt di energia in eccesso. Gli esperimenti richiedono un setup del costo di
poche migliaia di euro, tutto compreso. Possibile che nessun istituto di ricerca
sia disposto ad allestire ufficialmente (ufficiosamente sono
diversi) tali esperimenti? Evidentemente ci sono motivi 'trasversali' che
frenano gli entusiasmi.
Carenza teorica
Il metodo scientifico moderno prevede che gli esperimenti si facciano avendo
una teoria da verificare, che spesso predice quel che si andrà a misurare. Il
mondo della CMNS (Condensed Matter Nuclear Science) invece, ovvero
il contesto in cui si collocano gli esperimenti di fusione fredda dei sistemi
Palladio - Deuterio, parte da un assunto fondamentale: la fisica nucleare
dello spazio vuoto, ovvero tutta la fisica nucleare nota fino ad oggi, non può
essere applicata quando si verificano alcune condizioni limite tipiche, per
esempio, dei sistemi Palladio-Deuterio. In questo ultimo caso, la presenza di un
campo di materia ordinata come quella di un reticolo metallico, può 'forzare' un
comportamento nucleare diverso nei nuclei atomici, che non sottostanno più alle
leggi della fisica nucleare a cui siamo abituati (nel vuoto), ma che invece
detta nuovi ed imprevedibili comportamenti, che emergono macroscopicamente con
le moltissime 'anomalie' riscontrate in tanti anni, dai diversi ricercatori del
campo FF.
Peer
Review
Il maggiore scoglio da superare per i pochi temerari, irriducibili 'fusionisti'
è quella del trovare un modo per essere 'pubblicati'. Anche qui, il metodo
scientifico moderno ha le sue regole: prevede
che un esperimento debba essere corredato di una
teoria, e che essa sia sottoposta a qualcuno
notoriamente considerato competente nel campo. E' chiaro però che, dal
momento che siamo agli albori di una nuova branca della fisica nucleare, queste
figure di 'competenza' non esistono. Inoltre, coloro che eventualmente
decidessero di 'aprire le menti' a nuovi possibili scenari, andrebbero incontro
ad una totale ammissione di ignoranza, autodeclassando le proprie competenze e
la propria posizione di 'suiperesperti'.
Insomma, un circolo vizioso dal quale è molto difficile uscire. I pochi 'fusionisti'
che hanno pubblicato qualcosa, quando ci sono riusciti lo hanno fatto
evitando accuratamente di nominare le parole 'Fusione Fredda' e di
dichiarare che questo fosse il contesto, a volte dando origine a certe
curiosissimi contorsionismi dialettici.
Opinione pubblica
L'aura di disinformazione che circola in
Rete attorno a tutta la faccenda FF non giova di certo chi sulla FF lavora
seriamente. Per esempio, contrariamente a quanto si è sempre cercato di
chiarire in questo sito, il fenomeno GDPE, che è ormai chiaro non presentare
alcuna anomalia energetica degna di interesse, non ha mai avuto nulla a che
vedere con i fenomeni di FF CMNS, quelli dei sistemi Pd-D. L'unico
team accademico a lavorare in questo ambito dopo Mizuno, l'autore dei primi
esperimenti, è stato il francese CNAM di Parigi, ad opera dei Prof. Clouzon e
Fauvarque. Ma anch'essi, ultimamente hanno comunicato che le anomalie
energetiche da loro rilevate, provenivano da un subdolo errore di misura che
affligge anche le strumentazioni elettroniche più sofisticate, a causa del
regime elettrico fortemente disturbativo tipico del plasma.
Purtroppo, l'abbondante confusione che circola in rete, dove si vedono
personaggi su Youtube che chiamano 'Fusione Fredda' delle banali scintille in
salamoia, sta facendo moltissimo danno.
Resta però indubbio che una maggiore attenzione dell'opinione pubblica sul
(vero) fenomeno della Fusione Fredda, che forse è meglio chiamare semplicemente
CMNS, non porterebbe che un positivo giovamento all'immagine di coloro
che attualmente lavorano in tale ambito. Per esempio, molti degli autori
citati in
questa pubblicazione (a lato) di ENEA potrebbero godere di maggiori
finanziamenti.
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