FUSIONE FREDDA
- COLD FUSION
Analisi
seria e oggettiva
delle informazioni disponibili in rete per capire la verità: BUFALA o
INSABBIAMENTO?
[Domande] - [I fatti] - [I misfatti] - [La fisica] - [Bibliografia] - [I miei esperimenti]
La censura e il complottismo.
Perchè l'argomento degenera
facilmente in banalizzazioni come il complottismo, il quale richiama presto la
censura.
Non è semplice esprimere un
concetto sottile e delicato come questo, per cui mi affiderò ad un esempio
concreto.
Recentemente, mi è capitato di
intervenire in un forum, nel quale si è aperta una discussione a commento
dell'articolo de 'Il sole 24 ore' sull'esperimento del Prof.
Y.Arata ad
Osaka. Il mio contributo in quel forum è stato, in
sintesi, il seguente:
Se la tecnologia della fusione
fredda avrà lo sbocco ingegneristico che ci si auspica, le conseguenze
socio-politiche che potrà avere sull'intera società non saranno certamente
trascurabili:
"Significa
addio per sempre a: Dio Petrolio, guerre, poteri economici e sociali, ecc..,
insomma, uno sconvolgimento storico nell'economia mondiale".
In altre parole, rendere disponibile
generatori di energia distribuita e a basso prezzo, che non richiedono
tecnologie complesse per la fabbricazione, causerebbe un cambiamento
colossale nell'economia dell'intera umanità.
Non ci sarebbero più dipendenze dal
petrolio, dal gas, dall'elettricità, dall'energia in genere, rendendo vani i
colossali investimenti di chi oggi governa il mondo. Non è difficile
pensare che ci sia chi non gradisce una tale eventualità.
Ebbene, sono stato attaccato duramente da molti utenti del forum, e dai moderatori stessi, solo perchè mi sono permesso di segnalare che il mondo accademico risente (e molto, purtroppo) dell'influenza economica e politica di ambienti che hanno ben altri interessi. Chi mi ha duramente attaccato, dopo molti passaggi, ha poi candidamente ammesso di non essersi più interessato all'argomento dagli anni '90, e di fondare le sue certezze sulle informazioni di allora. Puro pregiudizio, perchè in 20 anni di cose ne sono cambiate molte.
Inoltre sto assistendo a
quotidiane diatribe tra illustri colleghi del mondo accademico che non esitano a
fare di tutto per mettere i bastoni tra le ruote a coloro che stanno tutt'ora
lavorando in ambito scientifico sulla fusione fredda. L'ombra della
fusione fredda nel mondo scientifico-accademico si proietta in diverse
forme: dalla paura di avvicinare un tale argomento-tabù ormai assunto quale
sinonimo di bufala, agli interessi personali di chi opera in settori concorrenti
(ma molto più ricchi) quali la Fusione Calda (ITER, DEMO & co) che corre il
serio rischio di venire surclassata dalla FF, ad altri sentimenti molto
umani, che portano alcuni scienziati ad infierire gratuitamente sui colleghi,
con minacce più o meno velate, con intraprendenze del tutto personali per
candidare i colleghi a stupidi premi IgNobel, con interventi volti a mandare
all'aria importanti accordi di studio del fenomeno FF, a parlare di "argomento
Career Killer", a fare telefonate intimidatorie, eccetera. Quando si
esprime l'opinione che l'esperimento di Arata potrebbe rappresentare
"lo smacco
clamoroso di tutti gli scienziati che, per superbia, per superficialità, per
interesse, per conformismo, per cattiveria, hanno gettato fango sui colleghi,
denigrandoli e sbeffeggiandoli" si riporta certamente un sentimento
forte e ovviamente di parte, ma resta un'opinione rispettabilissima, che non
offende nessuno. Sono tutte plausibili motivazioni che portano ad un unico,
tendenziale comportamento della comunità scientifica che 'frena' il naturale
sviluppo della ricerca sulla FF:
- superbia -
è l'atteggiamento tipico di chi pensa di avere il dono dell'onniscenza, e
che quindi se un risultato sperimentale non è in accordo con la teoria prevista
dal paradigma dominante, il fatto stesso non esiste, a prescindere dalla bontà
dei risultati sperimentali e del metodo con cui essi sono condotti
- superficialità - in molti si affidano alle
prime impressioni, ed emettono giudizio sulla questione senza averla degnata di
uno sguardo: di solito sono i più accaniti, perchè consapevoli della propria
ignoranza.
- interesse -
coloro che godono dei giganteschi finanziamenti che progetti come ITER
prevedono, hanno tutto l'interesse a favorire il più possibile la prudenza; i
disonesti vanno anche oltre.
- conformismo - assumere le stesse opinioni di
quasi tutti colleghi, dei propri capi, del gruppo, costa poca fatica ed espone
al minimo rischio: in molti lo fanno, in ogni ambito.
- cattiveria - la lunga
lotta che perdura da 20 anni ha intaccato gli animi di qualcuno, che è
decisamente andato oltre, facendone una questione personale: l'esempio di
candidare qualcuno al premio IgNobel, mostra questo accanimento gratuito, che
trasforma uno scherzoso gioco in un'azione gravemente diffamatoria.
E' comprensibile che chi lavora onestamente ed ha piena fiducia nell'ambiente in cui opera s'indigni a sentire queste cose, tuttavia questa non è una ragione sufficiente per negare che possa crearsi una situazione spontanea in cui quasi tutti NON hanno interesse ad addentrarsi in un tale spinoso campo.
Trovo paradossale che si cerchi di smentire questa chiave di lettura, bollata (fin troppo in fretta) quale 'complottistica', proprio usando la censura! Eppure succede molto spesso.
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