FUSIONE FREDDA   -   COLD FUSION
Analisi seria e oggettiva delle informazioni disponibili in rete per capire la verità: BUFALA o INSABBIAMENTO?

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La censura e il complottismo.
Perchè l'argomento degenera facilmente in banalizzazioni come il complottismo, il quale richiama presto la censura.

Non è semplice esprimere un concetto sottile e delicato come questo, per cui mi affiderò ad un esempio concreto.
Recentemente, mi è capitato di intervenire in un forum, nel quale si è aperta una discussione a commento dell'articolo de 'Il sole 24 ore' sull'esperimento del Prof. Y.Arata ad Osaka. Il mio contributo in quel forum è stato, in sintesi, il seguente:

Se la tecnologia della fusione fredda avrà lo sbocco ingegneristico che ci si auspica, le conseguenze socio-politiche che potrà avere sull'intera società non saranno certamente trascurabili:
"
Significa addio per sempre a: Dio Petrolio, guerre, poteri economici e sociali, ecc.., insomma, uno sconvolgimento storico nell'economia mondiale".
In altre parole, rendere disponibile generatori di energia distribuita e a basso prezzo, che non richiedono tecnologie complesse per  la fabbricazione, causerebbe un cambiamento colossale nell'economia dell'intera umanità. Non ci sarebbero più dipendenze dal petrolio, dal gas, dall'elettricità, dall'energia in genere, rendendo vani i colossali investimenti di chi oggi governa il mondo.  Non è difficile pensare che ci sia chi non gradisce una tale eventualità.

Inoltre sto assistendo a quotidiane diatribe tra illustri colleghi del mondo accademico che non esitano a fare di tutto per mettere i bastoni tra le ruote a coloro che stanno tutt'ora lavorando in ambito scientifico sulla fusione fredda.  L'ombra della fusione fredda nel mondo scientifico-accademico  si proietta in diverse forme: dalla paura di avvicinare un tale argomento-tabù ormai assunto quale sinonimo di bufala, agli interessi personali di chi opera in settori concorrenti (ma molto più ricchi) quali la Fusione Calda (ITER, DEMO & co) che corre il serio rischio di venire surclassata dalla FF,  ad altri sentimenti molto umani, che portano alcuni scienziati ad infierire gratuitamente sui colleghi, con minacce più o meno velate, con intraprendenze del tutto personali per candidare i colleghi a stupidi premi IgNobel, con interventi volti a mandare all'aria importanti accordi di studio del fenomeno FF, a parlare di "argomento Career Killer", a fare telefonate intimidatorie, eccetera.  Quando si esprime l'opinione che l'esperimento di Arata potrebbe rappresentare "lo smacco clamoroso di tutti gli scienziati che, per superbia, per superficialità, per interesse, per conformismo, per cattiveria, hanno gettato fango sui colleghi, denigrandoli e sbeffeggiandoli" si riporta certamente un sentimento forte e ovviamente di parte, ma resta un'opinione rispettabilissima, che non offende nessuno. Sono tutte plausibili motivazioni che portano ad un unico, tendenziale comportamento della comunità scientifica che 'frena' il naturale sviluppo della ricerca sulla FF:
- superbia -           è  l'atteggiamento tipico di chi pensa di avere il dono dell'onniscenza, e che quindi se un risultato sperimentale non è in accordo con la teoria prevista dal paradigma dominante, il fatto stesso non esiste, a prescindere dalla bontà dei risultati sperimentali e del metodo con cui essi sono condotti
- superficialità -     in molti si affidano alle prime impressioni, ed emettono giudizio sulla questione senza averla degnata di uno sguardo: di solito sono i più accaniti, perchè consapevoli della propria ignoranza.
- interesse -           coloro che godono dei giganteschi finanziamenti che progetti come ITER prevedono, hanno tutto l'interesse a favorire il più possibile la prudenza; i disonesti  vanno anche oltre.
- conformismo -     assumere le stesse opinioni di quasi tutti colleghi, dei propri capi, del gruppo, costa poca fatica ed espone al minimo rischio: in molti lo fanno, in ogni ambito.
- cattiveria -         la lunga lotta che perdura da 20 anni ha intaccato gli animi di qualcuno, che è decisamente andato oltre, facendone una questione personale: l'esempio di candidare qualcuno al premio IgNobel, mostra questo accanimento gratuito, che trasforma uno scherzoso gioco in un'azione gravemente diffamatoria.

E' comprensibile che chi lavora onestamente ed ha piena fiducia nell'ambiente in cui opera s'indigni a sentire queste cose, ma non è una buona ragione per negare che possa accadere, magari operando una NETTA CENSURA su chi tenta di segnalare questi esempi.

Trovo paradossale che si cerchi di smentire questa chiave di lettura, bollata (fin troppo in fretta) quale 'complottistica', proprio con la censura!  Eppure succede molto spesso.

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