FUSIONE FREDDA
- COLD FUSION
Analisi
seria e oggettiva
delle informazioni disponibili in rete per capire la verità: BUFALA o
INSABBIAMENTO?
Perchè dovrebbe
essere REALTA'?
quali sono le
prove a sostegno
Il Prof. Emilio Del Giudice, amico e collega di Giuliano Preparata, autori della teoria dei domini di coerenza prova a spiegare un fenomeno complesso come una fusione nucleare in una brillante e comprensibile illustrazione, che è l'introduzione del Rapporto-41 dell'ENEA:
Allo scopo di rivelare le piccole quantità di 4He che ci si aspetta
siano presenti, simultaneamente alla produzione di entalpia, come evidenza del
carattere nucleare del processo, è stato messo a punto un metodo di analisi
basato sulla totale rimozione di tutti i gas chimicamente attivi presenti nella
miscela gassosa prodotta nel corso dell’elettrolisi. L’utilizzo di pompe
“Non-Evaporable Getter” (NEG) permette di rimuovere efficacemente dalla miscela
tutte le componenti non inerti, ed in special modo gli isotopi dell’idrogeno. I
gas nobili che rimangono, soli, in fase gassosa vengono inviati periodicamente
allo spettrometrometro di massa e qui analizzati quantitativamente.
L’osservazione di una quantificabile trasmutazione di Deuterio in Elio prova
univocamente che alla base del fenomeno della cosiddetta “fusione fredda” c’è un
processo di natura nucleare. Dalla quantità di Elio prodotto nel corso
dell’elettrolisi, in base alla conversione 2D→4He+23.8 MeV, si può stimare
l’energia prodotta nel processo. .... Il fenomeno descritto è stato riprodotto
diverse volte...."
Che, tradotto in parole semplici, significa che:
In una celletta chiusa di pochi cm3 si è immesso gas deuterio
purissimo.
La materia è costituita da atomi. Questi, nelle reazioni chimiche, si combinano
tra di loro per formare composti. Ossidi, acidi, basi, composti organici,
eccetera sono tutti frutti di queste combinazioni tra questi elementi-base: gli
atomi. Questi però restano tali, non si modificano. Per esempio, 2 atomi di
idrogeno (H) reagiscono chimicamente con uno di ossigeno (O) e danno una
molecola di Acqua che è costituita da un 'assieme' ti tali componenti (H2O)
. Ciò che ci si aspetta di rilevare in uscita, quindi, è una possibile
combinazione dei materiali adoperati che, reagendo chimicamente, producono un
composto. Per tale ragione si sono usati materiali ultrapuri e ridotti al
minimo: Palladio al catodo, Platino per l'anodo, acciaio (o vetro) per la cella,
acqua deuterata ultrapura e LiOD anch'esso ultrapuro. Gli elementi 'in gioco' si
sono ridotti quindi a 6: Pt, Pd, D, O, Li, ed il Si del vetro del contenitore.
Non ci si potrebbe aspettare quindi altro che prodotti di reazione tra questi
elementi.
Si è immessa una quantità di energia (elettricità) nota e misurata con
un'elevata precisione.
Questo significa che in un sistema isolato, la stessa quantità di energia, deve
essere rilevata nelle diverse forme, e che il totale delle forme in cui essa è
stata trasformata deve (salvo le piccole perdite e le tolleranze strumentali)
necessariamente essere uguale all'energia immessa in ingresso. Per esempio,
l'energia elettrica di una stufetta da riscaldamento deve produrre la stessa
quantità di energia sotto forma di calore. O, ancora, un motore che consuma
1000watt produrrà 980watt di potenza meccanica all'albero motore + 20watt di
calore (come perdita).
Ebbene, si è misurato che pochi milliwatt applicati in ingresso a tale cella,
producono decine di watt in uscita (in realtà il conto va impostato
sull'energia, non sulla potenza, ma così è più comprensibile, basta ipotizzare
una stessa unità di tempo).
Dall'analisi del gas
in uscita si è rilevata presenza di
4He (Elio-4)
Dato che non è possibile che un atomo di materia 'trasmuti' in un altro senza
coinvolgere appunto fenomeni nucleari, si è cercato di rilevare cosa si sia
prodotto all'uscita. Quindi, immettendo in ingresso del deuterio, un 'tipo'
(isotopo) di idrogeno, ci si aspetterebbe di misurare in uscita ossido di
deuterio (vapori di acqua pesante) o tracce di Deuteruro di Palladio, al limite
qualche composto di reazione del deuterio con le pareti della cella, ma mai un
altro elemento non contenuto nel materiale iniziale.
Ebbene, è stato invece rilevato proprio questo: Elio, un gas più leggero
dell'aria il cui nucleo atomico è costituito da 2neutroni + 2protoni:
esattamente come di 2 atomi di deuterio (protone+neutrone).
Bisogna quindi ammettere che si è assistito ad una reazione nucleare di fusione
in cui 2 atomi di deuterio hanno generato un atomo di Elio.
La comparsa di Elio-4 è stata rilevata contemporaneamente all'eccesso di calore
misurato.
Qualche irriducibile malelingua potrebbe supporre che l'Elio rilevato possa
provenire da qualche 'impurezza' intrinseca nei materiali usati. Però, se così
fosse, l'Elio si sarebbe rilevato a prescindere dalle fasi di
accensione-spegnimento della cella e della sua manifestazione di calore in
eccesso, mentre queste due misurazioni sono state registrate sempre in coppia:
eccesso di calore & elio-4. No calore, no Elio-4.
Inamovibile prova oggettiva che il calore è conseguenza della reazione di
fusione (o il contrario, anche se alquanto improbabile, se non paradossale).
Questo lavoro dell'italiana ENEA portò, nel 2004 (con pubblicazione ufficiale nel 2005) alla revisione della posizione del Department of Enery Americano (quello che per primo gridò alla 'bufala'), sulla questione Fusione Fredda. Lino Daddi (Accademia Militare di Livorno), commentando la plateale 'marcia indietro' del DOE, scrive:
"In questo scritto viene operata la distinzione fra CF
(fusione fredda fra nuclei di isotopi dell'idrogeno) e trasmutazioni LENR
(reazioni nucleari a bassa energia fra protoni o deutoni e nuclei maggiori, per
lo più costituenti di reticoli cristallini, oppure ospiti dei reticoli stessi).
E' noto che nel 1989 il DoE aveva emesso un giudizio negativo sui primi lavori
nel settore CF, molti dei quali, in effetti, erano stati condotti alquanto
affrettatamente.
Nei primi mesi del 2004 alcuni Fisici americani , convinti che le
sperimentazioni degli ultimi anni avevano fornito risultati così convincenti da
poter ribaltare la condanna di allora , avevano ottenuto dal DoE la nomina di
una Commissione per la revisione del primitivo giudizio. Si poteva senz'altro
sperare in una sentenza positiva, che avrebbe potuto destare ampi interessi
nella comunità scientifica internazionale e convogliare sostanziosi
finanziamenti. Il timore era che quella Commissione (in quanto emanazione del
Dipartimento dell'Energia) non si sarebbe occupata di tutti gli aspetti della
sperimentazione " CF+ trasmutazioni LENR" , ma probabilmente si sarebbe limitata
a considerare gli eccessi di calore osservati nelle reazioni D+D. Forse i
promotori della revisione, convinti della indiscutibilità dei risultati CF, ma
dubbiosi della validità delle trasmutazioni LENR, avevano puntato
originariamente proprio a questa impostazione riduttiva. Ma in definitiva si è
lasciata sfuggire l' occasione (quando ripetibile ? ) per un esame più completo,
comprendente anche le trasmutazioni LENR, come la Comunità Scientifica e
l'Opinione Pubblica si attendevano. Eppure non mancavano gli esperimenti degni
di molta attenzione. Per esempio, il lavoro di Iwamura è stato specificamente
escluso col pretesto che, data la sua importanza, esso era già sottoposto, per
una conferma, ad appositi studi presso il Naval Research Laboratory. Inoltre
negli scorsi anni erano state rese note le straordinarie reazioni bio-nucleari
di Vysotskii, mentre nel recente convegno internazionale di Marsiglia sono stati
presentati altri importanti processi di trasmutazione, fra cui quello di Belyaev
( da molecola 6LiD a nucleo 8Be osservato a Dubna).
Nel complesso il risultato dell'inchiesta può essere
considerato meno negativo di quello del 1989, dove la CF era semplicemente
liquidata come "bad science". Oggi il DoE riconosce politicamente corretto che
vengano impiegate risorse per lo studio dei settori-chiave della CF, come le
proprietà dei metalli deuterati e le verifiche sperimentali, in essi, degli
eventi di fusione. A dire il vero, tale posizione non è stata assunta nemmeno
all'unanimità, e credo che l'affermazione testuale :"There is no convincing
evidence that excess power is produced when integrated over the life of an
experiment" , fatta propria da molti dei revisori , sia ancora molto
penalizzante. Ora, benché le reazioni di trasmutazione LENR non siano state
toccate dalla discussione al DoE, le ricerche in questo settore rischiano di
essere ugualmente penalizzate dal giudizio finale sulle CF, solo parzialmente
positivo. Peccato, perché, se è innegabile che la fusione fredda D+D promette
più direttamente di diventare una nuova fonte di energia, è anche vero che le
reazioni indotte a freddo da protoni o deutoni su nuclei più pesanti potrebbero
aprire un settore inesplorato della fisica nucleare che, prima o poi, potrebbe
consentire di ottenere energia anche maggiore. Questo risultato potrebbe essere
indiretto, come conseguenza delle neutralizzazione delle scorie dei reattori a
fissione mediante trasmutazioni LENR.
A questo punto sarebbe opportuno che il lavoro fatto dal
Dipartimento USA per l'Energia venisse completato costituendo una Commissione,
magari solo nazionale, che potrebbe adottare criteri analoghi per giudicare le
trasmutazioni LENR Senza nasconderci che si tratterebbe di un compito piuttosto
difficile, anche per la notevole varietà nella fenomenologia, che sembra
sfuggire a regole condivise. Che cosa hanno infatti in comune le trasmutazioni
da Cs a Pr di Iwamura (impiegando deuterio), da Cs a Ba di Vysotskii (impiegando
idrogeno leggero) e da Li a Be di Belyaev (ancora impiegando deuterio) ? Chi
preferisce pensare che la Fisica Nucleare finora conosciuta non è suscettibile
di troppe modifiche vorrebbe vedere un'unica giustificazione di tutte le
anomalie osservate, sia per le fusioni CF che per le trasmutazioni LENR."
I commenti originali dei revisori del 2004 U.S. Department of Energy Cold Fusion Review, si possono trovare sul sito http://www.newenergytimes.com/DOE/DOE.htm
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